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Alexandra Firth (Pro Retail): E’ sempre una questione di dati

Giovanna Benvenuti Quorum PR

A Gennaio di quest’anno l’NRF Big Show, l’evento annuale della National Retail Federation statunitense, ha ospitato 35.000 operatori, più di 500 espositori e oltre 300 speaker. Sebbene si sia parlato molto di innovazione e discusso di personalizzazione, molte conversazioni erano focalizzate sui dati: come raccoglierli, come utilizzarli e come proteggerli.

Brian Krzanich, CEO di Intel, nel corso di un keynote ha parlato della trasformazione del retail. La raccolta dei dati e le implementazioni che vengono decise sulla base delle informazioni offrono ai retailer nuovi insight e capacità predittive. Il risultato è un punto vendita capace di offrire ai clienti maggior visibilità sulla selezione dei prodotti, sulle promozioni speciali e altro ancora, mentre il retailer riceve una maggior quantità di dati. Migliori sono i dati, maggiore la capacità del retailer di rispondere ai desideri dei clienti, e questo si tradurrà non solo in maggiori vendite ma anche in una clientela più fedele. La realtà virtuale, una volta limitata ai videogame, sta prendendo piede nel retail, afferma Krzanich, spiegando come le soluzioni VR possono giocare un ruolo importante nella comprensione dei movimenti del cliente all’interno del punto vendita così come nel prevedere le loro mosse future.

Intel ha mostrato l’uso della realtà virtuale per la configurazioni e i planogrammi del negozio. “Potete vedere come nel vostro punto vendita il cliente può avere un’esperienza molto diversa, e voi avrete informazioni su cosa effettivamente cercano” sottolineava Krzanich. “quali sono gli stili che prediligono, quali colori li colpiscono, cosa li interessa, cosa mettono nel carrello ma alla fine non comprano. Tutte queste informazioni sono rese disponibili.”

E tutto ciò ha un valore: uno studio di MyBuys mostra come il 40% degli intervistati ha dichiarato di acquistare di più dai retailer capaci di personalizzare la loro shopping experience nei diversi canali.

Certamente la raccolta dei “big data” e il loro utilizzo attraverso strumenti di business analytics non sono una novità, ma i modi in cui le informazioni vengono raccolte, ad esempio la realtà virtuale, lo sono.

“A fronte delle numerose opzioni tecnologiche attraverso cui i retailer possono oggi definire svariati aspetti della loro strategia verso i clienti, emerge però il problema della sicurezza, dato che occorre gestire un complessità crescente nella gestione di tutte queste tecnologie, che devono provvedere all’integrazione dei dati, al loro miglior utilizzo possibile e via dicendo. “osserva Alexandra Firth , Director of Marketing di Retail Pro.

Retail Pro sviluppa soluzioni software per i retailer ed è consapevole della necessità di assicurare la massima sicurezza per i dati. I prodotti per la sicurezza e i consulenti in materia possono essere molto costosi, e i retailer più esposti alle minacce degli hacker, soprattutto le piccole e medie aziende, sono quelle meno pronte a sostenere questo investimenti. Ecco alcuni suggerimenti per queste imprese:

– Organizzate un audit sulla sicurezza. Identificate quali sono le falle nella protezione dei dati e successivamente rivolgetevi a un consulente per focalizzarvi su quelle specifiche aree.

– Istruite i dipendenti circa i rischi derivanti da phishing e virus.

– Stabilite quali sono i dati più importanti da proteggere: non tutte le informazioni hanno un’importanza vitale.

“Questo è il momento giusto per focalizzarvi sul rafforzamento della sicurezza” aggiunge Firth , “perché il 2017 si appresta a essere un anno ‘back-to-basics’. I retailer si stanno concentrando sulla propria evoluzione interna, strutturale, sull’evoluzione di processi e procedure, li stanno semplificando e snellendo, per essere più efficienti: in sintesi stanno ottimizzando l’operatività.”

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