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Percezione, arte, tempo Conferenza del neurobiologo Lamberto Maffe

Sabrina Camonchia Fondazione Golinelli

Il neurobiologo Lamberto Maffei, professore emerito della Scuola Normale Superiore di Pisa, sarà ospite al Centro Arti e Scienze Golinelli di Bologna il 17 e il 18 settembre per l’incontro Percezione, arte e tempo, terzo appuntamento del ciclo “Astronave Arione”, che si inserisce nelle attività promosse dal centro di ricerca e sperimentazione voluto da Fondazione Golinelli e dedicato al connubio tra arte, scienza e tecnologia.

Come nei due precedenti incontri del ciclo (con il filosofo Pierre Lévy e il fisico Alvaro De Rujula), il format degli incontri prevede un doppio appuntamento: una conferenza per il pubblico (ingresso libero, alle 17.30) e una mattinata di studio per ricercatori e dottorandi (su prenotazione, dalle 9.30 alle 12.30).

La conferenza di lunedì 17 ripercorre l’esplorazione del fenomeno artistico effettuata dalle neuroscienze negli ultimi decenni. L’opera d’arte attiva nei fruitori complessi effetti di organizzazione e riorganizzazione della memoria su cui agiscono in modo potente le emozioni. Lamberto Maffei si interroga su come un’opera d’arte possa generare le interpretazioni più diverse a livello di corteccia cerebrale, analizzate tramite il suo corredo genico unico e la sua esperienza individuale. Maffei restituisce così una interpretazione più articolata dell’affascinante avventura dell’arte. Il seminario del 18 affronta i problemi dell’estetica e della teoria dell’arte (in filosofia, storia dell’arte e archeologia), il rapporto tra neuroscienze e arte, il rapporto tra creatività artistica, scientifica e tecnologica, con particolare riferimento ai campi dell’ingegneria, dell’architettura e del design.

Modera le due giornate Andrea Bonaccorsi, ordinario di ingegneria gestionale dell’Universistà di Pisa, esperto di economia della scienza e dell’innovazione.

“L’esplorazione dello spazio nel quale si incontrano arte e scienza – dice il presidente di Fondazione Golinelli, Andrea Zanotti – conoscerà diverse articolazioni. Nel prossimo biennio rimarrà in orbita l’Astronave Arione che Fondazione Golinelli sta lanciando oggi. Arione era il leggendario cavallo immortale del mito greco: salendo sulla sua groppa si poteva viaggiare ovunque e vedere lontano. Perché una astronave e chi vi prenderà posto? L’astronave offre il vantaggio di poter osservare la terra da lontano assumendone in maniera netta i contorni: allo stesso modo l’idea di osservare questo fenomeno con un po’ di distanza e in maniera diversa da quella ormai prevalente della congestionata brevità delle rete, non può che aiutare una comprensione e favorire il confronto. A bordo saliranno autorevoli intellettuali per riannodare i fili interrotti che un tempo hanno legato arte e scienza”.

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