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Ance Catania, assegnato il Premio d’Architettura 2019

I PRESS

La quinta edizione del “Premio d’Architettura” organizzato dall’Ance di Catania ha dato un nuovo e significativo contributo al capoluogo etneo, premiando idee progettuali per la riqualificazione e il recupero paesaggistico della “Terrazza dello Jonio”, Piazza Nettuno, luogo amato da catanesi e turisti, punto cruciale del waterfront cittadino.

«Il cambiamento della nostra città va stimolato e sostenuto concretamente, interrompendo quel sonno che da oltre quattro decenni paralizza il volto urbano e architettonico della città», ha affermato il presidente dei Costruttori etnei Giuseppe Piana, che ha fortemente voluto il ritorno del concorso d’idee nato dieci anni fa per volontà dell’allora presidente Andrea Vecchio.

Ieri sera (18 luglio), nella scenografica cornice del chiostro del Convitto Cutelli, il palco della cerimonia di premiazione ha ospitato diversi professionisti che hanno scritto gli ultimi cento anni di storia dell’edilizia catanese. Architetti, ingegneri, docenti universitari, rappresentanti delle istituzioni, funzionari pubblici, tutti concordi nel lanciare il grido d’allarme per l’immobilismo che tiene nella morsa il settore catanese delle costruzioni, e di conseguenza anche lo sviluppo socio-economico della città.

In platea, in prima fila, l’ospite d’onore della serata: il presidente nazionale dell’Ance Gabriele Buia, che durante il suo intervento ha spronato imprese e professionisti «a continuare con la ferma volontà di stimolare l’adozione di nuovi e più snelli strumenti urbanistici aderenti alle necessità del territorio, attuando alleanze strategiche e lavorando con obiettivi comuni».

Una sfida che Catania può vincere grazie alla capacità straordinaria della filiera – Ordini professionali, associazioni di categoria, enti pubblici – di saper fare squadra, come testimoniato dal Comitato esecutivo del Premio composto da Giuseppe Piana (presidente Ance), Biagio Bisignani (direttore Uffici comunali Urbanistica e Lavori Pubblici), Luigi Longhitano e Carmelo Maria Grasso (rappresentati storici delle professioni, già alla guida degli Ordini, rispettivamente, degli Architetti e degli Ingegneri)

È stata quindi una scelta fortemente simbolica quella di chiamare per ultimi sul palco i primi e giovani tre classificati del concorso d’idee, per voler sottolineare “il passaggio di testimone” e di speranze alle nuove generazioni che disegnano la città del futuro. Roberta Sinesio, 27 anni, si è aggiudicata il primo Premio di cinquemila euro con un progetto «innovativo nel rapporto tra città e natura» per la sua «reinterpretazione in chiave contemporanea degli aspetti naturalistici e materici attraverso l’uso della pietra lavica. La progettista ha concepito un «interessante percorso ciclopedonale che definisce un tracciato sulla scogliera», un’idea che «nel valorizzare i beni tutelati ha reso compatibile l’intervento con la qualità paesaggistica» e che ha dato una risposta fattiva alla domanda “Cosa rende il lungomare di Catania un vero lungomare?”.

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