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Assegnato il premio giornalistico Comieco 2019 dedicato alla carta e al suo riciclo

Tatiana Marchisio ufficio stampa Comieco

Riciclare le schede elettorali e gli imballaggi di cartone utilizzati per gli acquisti online ormai sempre più diffusi. Chi ha accesso un riflettore su questi due aspetti poco conosciuti della raccolta differenziata della carta sono stati Giulietta Lauletta e Domenico Zaccaria. La prima firmando un servizio televisivo andato in onda al Telegiornale di La7, il secondo scrivendo il pezzo apparso sulla rivista Acqua e Sapone dal titolo “Carta, nuovi rifiuti dall’E-commerce”.

Proprio per aver saputo indagare e raccontare in maniera originale e puntuale un tema centrale quale è quello della raccolta dei rifiuti e dell’economia circolare, gli autori di questi servizi si sono aggiudicati il premio giornalistico Comieco 2019.

Si tratta della prima edizione di questo premio, ideato e bandito nei mesi scorsi dal Consorzio nazionale per il Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica, Comieco, e patrocinato dall’Ordine dei Giornalisti Nazionale e dall’Ordine dei Giornalisti della Regione Lombardia.

I due vincitori, cui verrà riconosciuto un contributo di 1000 € ciascuno per aver realizzato il miglior servizio televisivo e il miglior articolo scritto, sono stati individuati in mezzo ai vari partecipanti al concorso da una giuria composta da Luisella Seveso e Giorgio Gandola, giornalisti iscritti all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia e facenti parte del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, e da Eleonora Finetto, Responsabile Comunicazione Comieco.


I lavori ritenuti migliori sono stati selezionati sulla base di quattro principali criteri di valutazione: contenuto (considerando il grado di attinenza al tema proposto e l’originalità con cui è stato trattato), comunicazione (considerando la capacità di suscitare attenzione nel lettore/spettatore), formazione (considerando l’impatto educativo del servizio in termini di promozione di buone pratiche) e forma (considerando il lavoro sulla base della correttezza linguistica).

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