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Ad Iceberg scintille tra Politi (Economia Popolare) e Giannino (fare)

Vittoria Bassetti HRD Training Group

Acceso dibattito su Telelombardia durante il talk show politico Iceberg, condotto da Stefano Golfari. Ospiti in studio Fabrizio Politi, Presidente del movimento politico Economia Popolare, Oscar Giannino di Fare per Fermare il Declino, il sindacalista Giorgio Cremaschi, ex Presidente del Comitato Centrale della Fiom e attuale membro del movimento ‘No Debito’, Davide Boni ex consigliere Regionale della Lombardia nelle file della Lega Nord, Susy De Martini Eurodeputato PDL, e Simonpaolo Buongiardino, consigliere di Unione Confcommercio.

I temi affrontati durante la puntata toccano questioni calde della politica e dell’economia italiana. La trasmissione si apre con la domanda sul mito, o falso mito secondo altri, dell’Expo 2015. Sarà davvero l’evento che permetterà all’economia italiana di risollevarsi? Ne nasce una discussione vivace, in cui Fabrizio Politi obietta a Giannino che le sue non sono tesi liberiste, bensì comuniste: “Giannino non ha ancora scoperto di essere comunista, porta di fatto avanti idee di economia pianificata. Sostiene di fatti il libero mercato, che è però una grande ipnosi, perlomeno se inteso come ci viene descritto. Siamo infatti tutti vittime di un mercato sfalsato”. http://www.youtube.com/watch?v=EZpsLuziRqY&feature=youtu.be

Fabrizio Politi offre l’ipotesi di soluzione alla crisi avanzata dal movimento Economia Popolare, che si prefigge di combattere la concorrenza sleale operata dalle multinazionali attraverso l’utilizzo di manodopera a basso costo, se non addirittura a costo zero, e l’evasione fiscale operata attraverso l’abbattimento della tassazione grazie ai regimi fiscali dei cosiddetti paradisi fiscali. Illustra così ad Iceberg le proposte per un radicale cambiamento: “Il nostro sistema ha portato all’annientamento delle piccole imprese e contemporaneamente ad una verticalizzazione dei flussi del denaro verso quelle grandi aziende che non rispettano le regole di concorrenza leale nei mercati ove operano. Colossi come Zara e Ikea producono infatti in paesi in cui il costo della manodopera è inferiore all’Europa, pagano le tasse in paradisi fiscali e immettono poi i prodotti sul mercato europeo a un costo inferiore a quello di produzione del prodotto stesso su quel mercato. Questo processo si chiama dumping: i prodotti immessi sul mercato da queste aziende hanno causato la rovina delle aziende concorrenti locali, che hanno smesso di produrre gli oggetti in questione, la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro, fino alla scomparsa di interi distretti produttivi”.

La soluzione proposta, spiega Politi, è molto semplice e attuabile in poco tempo: “E’ sufficiente una sola legge: grazie all’applicazione dell’algoritmo Mo.Mo.Sy (che classifica le aziende in base a dati concreti come utile, netto, fatturato e numero di dipendenti, suddividendole in ‘verdi’, ovvero etiche, e in ‘rosse’, ovvero lesive della libera concorrenza e del libero mercato), verrebbero tassati al 75% gli utili netti che superano la capacità massima di un settore di produrre utile netto in proporzione al numero dei dipendenti. Solo quelle aziende che non contribuiscono ad arricchire proporzionalmente tutti i livelli di produzione, ma solo i vertici, verrebbero colpiti da questa tassazione, in Italia sono soltanto 55 e nel Mondo 1.600, ma raccolgono la più grande ricchezza prodotta ogni giorno. Una legge così incisiva ed innovativa consentirebbe alle imprese di tornare ad operare in un mercato libero e moderato, fatto di aziende realmente concorrenti tra loro, rispettose di regole equipollenti e in grado di contribuire alla salute economica e sociale della comunità”.

Infine si entra nel vivo della cronaca, gli ospiti sono chiamati ad offrire un punto di vista sullo sbarco di Papa Bergoglio a Lampedusa, che ha mostrato le criticità della politica italiana sul tema dell’integrazione, immigrazione e globalizzazione. A tal proposito, l’Italia viene definita come la frontiera meridionale dell’Europa, di fatto abbandonata a se stessa, che non ha avuto finora politiche economiche e sociali in grado di sfruttare positivamente le risorse che da ciò potevano scaturire.

Economia Popolare, il movimento politico fondato da Fabrizio Politi, promuove azioni specifiche per la realizzazione di due obiettivi:

1. La ripresa economica attraverso specifiche azioni di anti-dumping volte ad aumentare il lavoro e la produzione in Italia e a ristabilire la concorrenza leale con le aziende asiatiche e dei Paesi emergenti. Queste azioni andranno a concretizzarsi attraverso una diversificazione della pressione fiscale sulle aziende, favorendo quelle che producono e/o hanno sede sul territorio italiano rispetto a quelle che producono e/o hanno sede all’estero e sono avvantaggiate da regimi fiscali e costi di produzione agevolati.

2. Attuare la ridistribuzione progressiva della ricchezza applicando al sistema economico la Curva-Mo.Mo.Sy. (acronimo di Sistema Monetario Moderato), risultato dello studio di settore che attesta la capacità massima delle imprese di produrre utile netto per numero di dipendenti. Il fine sarà raggiunto mediante incentivi per lo sviluppo dell’occupazione e l’introduzione di una ‘supertassa’ sulla parte di utili netti che eventualmente superino la curva-Mo.Mo.Sy.

Il Programma completo è disponibile sul sito www.economiapopolare.it

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