Pubblica i tuoi comunicati stampa online. Gratis!
INVIA COMUNICATO

“Trasgressioni. Bataille, Lacan” della psicanalista Silvia Lippi Dal 7 maggio in tutte le librerie per i tipi di Orthotes

Sabrina Camonchia

“Oggi posso affermare senza ambagi che ho scritto un libro sulla trasgressione per mostrare che la trasgressione… non esiste! O meglio, esiste come fantasma. “Trasgressioni” è un libro sul fantasma, sia esso considerato come una fantasia adolescente, come uno scenario perverso, come il supporto del desiderio del nevrotico, o come l’istanza da attraversare durante un’analisi”.

Argomento spinoso e controverso, ancora oggi molto dibattuto, il tema della trasgressione è al centro degli interessi più profondi della psicanalista Silvia Lippi, che nella sua esperienza clinica quotidiana si occupa di questioni di genere, di immigrazione e razzismo, in particolare in legame con la psicosi e con soggetti colpiti da gravi disturbi psichici.

La trasgressione rimanda all’infrazione, al disordine, alla libertà. Ma, paradossalmente, questa libertà è subordinata alla legge. La trasgressione è una possibilità offerta dalla legge stessa, nient’affatto la sua negazione. La legge continua ad esistere anche se non viene rispettata, non si annulla nel movimento che implica la sua trasgressione. È nel rapporto, rischioso e aporetico, fra trasgressione e legge, vale a dire fra trasgressione e castrazione, che il soggetto lotta per uno spazio di godimento possibile. La trasgressione attraversa i concetti fondamentali della psicoanalisi: inconscio, desiderio, fantasma, godimento, pulsione, sintomo, struttura, parola.

In “Trasgressioni” Silvia Lippi esplora le differenti sfaccettature alla luce degli apporti di Bataille e Lacan, sottolineando i punti di convergenza e divergenza del pensiero di questi due autori.

La trasgressione non può esistere senza la legge, e lo stesso vale inversamente. Bataille e Lacan, attraverso questi due concetti chiave, ci danno due letture complementari del fantasma che sostiene il desiderio,  un desiderio estremo ed esasperato, che altrimenti non potrebbe esistere.

Si legge ancora nel libro di Silvia Lippi:

“Interrogarsi sul desiderio, sul godimento e sull’eccesso mi sembrava meno nobile che interrogarsi sulla conoscenza, sulla scienza o sulla malattia. Credo che interrogarsi sulla conoscenza, sulla scienza o sulla malattia, oggi sia sempre (e ancora), almeno per me, interrogarsi sul godimento. Il godimento dipende dal modo in cui malattia e linguaggio si legano fra loro: abbiamo autori come Bataille e Lacan che, dopo Freud, hanno avuto l’audacia di affrontare radicalmente tale questione”.

Biografia Silvia Lippi

Silvia Lippi, bolognese di nascita, vive a Parigi. È psicoanalista, affiliata all’associazione Espace analytique di Parigi e all’ALIPSI di Milano. È psicologa all’ospedale psichiatrico Barthélemy Durand d’Étampes, ricercatrice presso l’Università di Parigi 7 e docente titolare dell’IRPA, Istituto di ricerca di psicoanalisi applicata (il cui direttore è Massimo Recalcati), nelle sedi di Milano e Grottammare. Oltre a numerose pubblicazioni in Francia, nel 2017 è uscito in Italia La decisione del desiderio (Mimesis), già vincitore del Prix OEdipe le Salon 2014, mentre del 2018 sono Freud. La passione dell’ingovernabile (Feltrinelli) e Ritmo e melanconia (Poiesis).

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: