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Emilio Fede ricomincia da Vero

Giovanna Castagnetti Vero

Ospiti in studio per discutere di nuovi politici, primarie e rottamatori, Gianni Barbacetto, giornalista del Fatto Quotidiano, e Morena Zapparoli. Ad affiancare Fede uno dei sei conduttori della rete, Marco Columbro.

DA EX SCOMMETTITORE PUNTO SU OBAMA – Prima di fare il suo ingresso in studio, punzecchiato dietro le quinte da Laura Freddi sul tema delle elezioni americane, Fede ufficializza il suo endorsement a favore del presidente Obama: “Credo che vincerà Obama, ma sono anche convinto che l’America uscirà fortemente divisa da questo voto. Gli americani sono diversi da noi, sono molto più riflessivi sul cambiamento.”

IL PUNTO G? CREDO CHE SIA L’ORGASMO SESSUALE FEMMINILE – Marco Columbro accoglie Fede in studio e chiede subito un parere su Beppe Grillo e sui cosiddetti ‘rottamatori’, capeggiati da Matteo Renzi, sindaco di Firenze e candidato alle primarie del PD.  I nuovi politici sono già in crisi? Fede esordisce attaccando il comico genovese: “Grillo non mi faceva ridere da comico, figuriamoci ora. Punta tutto sul turpiloquio, è volgare. Non capisco poi perché voglia impedire ai suoi di andare ospiti nei talk-show e trovo molto inappropriato il suo attacco a Federica Salsi (consigliera comunale del M5S a Bologna, ndr), ‘rea’ di essere stata ospite a Ballarò.” E aggiunge: “Grillo ha attaccato la Salsi dicendo che la tv è il ‘punto g’ dei politici. Non capisco cosa c’entri, credo che il ‘punto g’ sia l’orgasmo sessuale femminile.”

Gianni Barbacetto, in evidente disaccordo, ribatte: “Battute da comico a parte, Grillo ha perfettamente ragione sulla tv e ha deciso di non omologarsi rispetto a questa grande marmellata che è la televisione italiana. Si è distinto dagli altri con nuovi mezzi di comunicazione, facendo un uso massiccio della rete. Se poi vogliamo attaccare Grillo per le parolacce, quelli del PDL cosa avrebbero dovuto fare con Bossi?” E ancora: “I politici italiani sono tutti morti. Berlusconi non ha mantenuto le promesse di far diventare tutti più ricchi, al contrario, in questi anni il prelievo fiscale è addirittura aumentato. Grillo invece non promette niente, esorta i cittadini a riunirsi e a riprendere in mano le redini della politica.”

GIORGIA MELONI: “LA MINETTI? NON L’HO CANDIDATA IO” – In collegamento telefonico, la deputata del PDL Giorgia Meloni risponde a Columbro esprimendo massima fiducia nelle primarie del suo partito: “Sono favorevole alle primarie e non ho nulla contro la candidatura della Santanché. E’ un momento di democrazia, un’opportunità per fare chiarezza. Tutte le candidature sono positive.” Sul ritorno di Berlusconi-Premier dichiara: “Credo sarebbe un errore tornare indietro di 5 anni. La politica, come la storia, è un flusso che va avanti.” La Meloni sostiene poi l’operato del suo partito e alla provocazione di Gianni Barbacetto, che la interroga su quanto fatto dalla Minetti, risponde piccata: “La Minetti? Non l’ho candidata io”.

PAOLA CONCIA: “CON GRILLO IMPOSSIBILE CONFRONTARSI, BERSANI MEGLIO DI RENZI” – Concluso il collegamento telefonico con la Meloni, è la volta di Paola Concia, deputata del PD, che si esprime a sua volta su Beppe Grillo e su Matteo Renzi: “Con Grillo non riesco mai a confrontarmi direttamente, sembra impossibile riuscire a farlo. Io non lo demonizzo, ma il parlare sempre dal predellino, dal bus o dal barcone non è il modo migliore di fare politica, non è democrazia.” Alla domanda di Columbro sulle primarie del PD, la Concia risponde: “Io sostengo Bersani, credo sia più adatto di Renzi alla guida del partito.”

GIANNI BARBACETTO: “FEDE BUTTA TUTTO IN CABARET PER DISTRARRE DAL PROCESSO RUBY” – La puntata si conclude con lo scontro verbale fra Emilio Fede e Gianni Barbacetto. L’argomento? Ancora una volta il processo Ruby, nel quale Fede è imputato con l’accusa di induzione e favoreggiamento della prostituzione. “Fede cerca di buttare tutto in cabaret per ridicolizzare le sue accuse nel processo Ruby”, attacca il giornalista del Fatto, accusa alla quale Fede controbatte ironizzando sui propri rapporti con Berlusconi e consegnando a Barbacetto il cellulare che squilla: “E’ Ruby, la richiamo dopo”.

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