Pubblica i tuoi comunicati stampa online. Gratis!
INVIA COMUNICATO

Sallusti ospite di Emilio Fede attacca Grillo e Napolitano

Giovanna Castagnetti Vero

Tra i temi trattati in studio, introdotti dalla conduttrice Laura Freddi, spicca la legge sulla diffamazione e il caso Sallusti, definito da Fede “Il simbolo del contrasto  del mondo politico e soprattutto dell’opinione pubblica sul diritto-dovere di cronaca”.

FELTRI: “QUESTA VICENDA È UN’ASSOLUTA CRUDELTÀ”

MASSIMO FINI: “IL REATO D’OPINIONE È MOLTO DIVERSO DA QUELLO DI DIFFAMAZIONE”

Prende la parola Feltri: “È un nodo non sciolto, la legge italiana è antiquata. È  possibile commettere errori in questo lavoro, ed è doveroso fare le opportune rettifiche e dare i giusti indennizzi, ma il carcere no. La stampa in Italia continua a essere giudicata nel penale e non nel civile, bastava prendere a modello la legge inglese. Sono stati in questo caso fatti discorsi idioti sulla diffamazione, questa vicenda ha portato  a un’assurda crudeltà”. Interviene poi Massimo Fini: “Secondo me i giornalisti non devono avere ‘licenza di uccidere’, è giusto in alcuni casi che il giornalista vada in carcere, ma bisognerebbe dividere tra le responsabilità oggettiva del direttore e quella di chi ha scritto il pezzo. E poi attenzione – ammonisce Fini –  perché il reato d’opinione è molto diverso da quello di diffamazione”. Prende poi  la parola il diretto interessato Sallusti, che ribadisce le sue precedenti affermazioni: “Deve essere provata la malafede e il dolo in caso di diffamazione. La legge italiana non lo prevede. Per lo Stato sono un delinquente abituale, la mia condanna è stata dettata secondo me anche da un giudizio politico, proprio a causa dei miei trascorsi con la magistratura che avevo ripetutamente attaccato negli anni precedenti.” In collegamento telefonico interviene infine sulla questione il direttore del Quotidiano Pubblico, Luca Telese: “Se il direttore (Sallusti) finisse in carcere sarebbe un errore, se i giornali fossero fatti così non scriveremmo più. Non si può mettere in dubbio il diritto a contestare, interpretare e scrivere, anche se si può sbagliare. Questa è la libertà di stampa”

SALLUSTI: “Napolitano come capo della magistratura È il responsabile. non ha fatto niente per riportare la magistratura sui binari in cui dovrebbe OPERAre”

Emilio Fede chiede ad Alessandro Sallusti come intenderà agire lunedì prossimo, quando il Tribunale di Milano revocherà la sospensione di pena: “Voglio che chi si è preso questa responsabilità arrivi fino in fondo, non deve essere possibile lavarsene le mani. Non sarei andato in carcere se fossi stato un giornalista di centrosinistra, è un fatto politico. Non chiedo la grazia, come ho già annunciato. Ho fatto le mie scuse e le ho pagate, credo che Napolitano, come capo della magistratura, sia il responsabile: non ha fatto niente in tutti questi anni per riportare la magistratura sui binari in cui dovrebbe stare.” Alla questione sollevata da Laura Freddi sul voto segreto, Sallusti risponde: “Sono alla stregua dei ragazzini che affollano le strade con i passamontagna in testa, le cose vanno fatte a volto scoperto prendendosene la responsabilità. Non meriti rispetto se non ti mostri”.

 

Proprio gli episodi di violenza che hanno scosso l’Italia la scorsa settimana durante le manifestazioni di protesta, in particolare a Roma, sono stati un altro argomento di discussione in studio. Vittorio Feltri si mostra molto duro in questo frangente: “Se la polizia non interviene e permette che le città vengano distrutte da vandali e scassinatori ci sono delle polemiche. Se invece entra in azione per sedare i tumulti, e non può farlo con i mazzi di fiori ma con la stessa violenza, gli agenti vengono accusati e messi sotto inchiesta. Che dobbiamo fare, sciogliere la polizia?”. Risuona però la domanda su quanto l’informazione sia attendibile e il pubblico in studio fornisce a questo proposito un dato ulteriore. Pur trattandosi di un campione ristretto, la maggioranza dichiara infatti di non fidarsi dell’informazione.  Per quanto riguarda infine la questione degli episodi di Roma e di come l’informazione a riguardo venga strumentalizzata dalla politica e dall’anti-politica, Fini dichiara: “Oramai l’anti-politica è la politica stessa. Dopo anni di un regime politico disfatto a tal punto, è chiaro che la protesta sia ciò che rimane agli italiani, non a caso sia l’astensionismo sia molti dei voti di Grillo possono essere letti in questa chiave.” Lo stesso Feltri diffida dell’informazione, mentre Sallusti mette in guardia: “Il pericolo del giornalismo sono le mezze verità che vengono ogni giorno dette o taciute, se messe infatti tutte insieme possono dare un quadro inconfutabile, perché composto di fatti veri, ma irrimediabilmente falso”.

SALLUSTI: “QUELLO MESSO PEGGIO È GRILLO”

In conclusione di puntata un’ultima domanda viene rivolta ai giornalisti in studio: la politica produrrà qualcosa di concreto? Feltri risponde un secco “No, l’avrebbe già fatto, la politica è incapace”. Dalla sua Fini ritiene che “La classe politica italiana esiste solo nei talk show e in tv, crollerà alle elezioni. E vorrei aggiungere che tutte le democrazie nascono da bagni di sangue, non lo escludo anche in Italia”. Sallusti chiude il giro affermando che “Quello messo peggio è Grillo”.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: