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A “Storie di famiglia” Francesca, Alessandra e la fecondazione eterologa

Giovanna Castagnetti Vero

 

Il tema della puntata è quanto mai spinoso: Maria Teresa Ruta commenta, in collegamento telefonico con Francesca Vecchioni, la scelta di diventare genitori attraverso il difficile percorso della fecondazione eterologa: “Io e Alessandra abbiamo deciso di scegliere l’Olanda fra i Paesi all’estero che offrono la possibilità della fecondazione assistita anche alle coppie omosessuali perché in questo Paese la donazione è considerata un servizio sociale – dichiara – È stato buffo, perché al primo colloquio ci siamo trovate di fronte a un medico che ci ha chiesto se fossimo sposate ed è rimasto allibito quando gli abbiamo risposto che in Italia questo non è possibile.”

Francesca e la compagna Alessandra stanno insieme da 9 anni e insieme sostengono l’Associazione Famiglie Arcobaleno, che lotta per i diritti delle famiglie omogenitoriali. “La nostra battaglia mira a ottenere la tutela degli stessi diritti per i figli di tutti i tipi di coppie. Trovo assurdo che per la legge italiana la mia compagna sia una perfetta estranea rispetto alle bambine. Cosa succederebbe a Nina e Cloe se io ad esempio venissi a mancare? Perderebbero anche l’altro genitore.”

Maria Teresa Ruta affronta poi il problema dell’aspetto economico di questo percorso, che rappresenta un freno per molte coppie. “In Italia la legislazione è arretrata, ma all’estero ci sono diversi Paesi in cui l’inseminazione viene pagata dal servizio sanitario nazionale, perché fare figli è considerato un bene per le comunità.” E rispetto alla mancanza di due distinte figure, paterna e materna, Francesca Vecchioni precisa: “La capacità genitoriale prescinde dal sesso. In Italia si tende a confondere gli aspetti normativo ed affettivo, con il ruolo paterno e  materno, mentre questi aspetti sono entrambi presenti in ognuno di noi, basti pensare ai genitori single. La realtà è che non esistono uomini, donne, etero o omosessuali, ma solo bravi o cattivi genitori.”

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